domenica 18 febbraio 2018

Corsi & Ricorsi storici

Corsi & Ricorsi storici.
La situazione che c'era in Francia, prima della necessaria e inevitabile #rivoluzione, si può ben paragonare alla nostra attuale. Pochi individui, facenti parte di Caste auto - referenti, si sono impossessati di tutte le leve di comando del Potere. Di fatto, siamo in piena #dittatura; la più sottile,velata, spietata dittatura che la Storia ricordi. Usando l'esercito dei Burocrati, come loro Lanzichenecchi, questa Caste Infami regolano la vita dei loro Sudditi a loro esclusivo piacimento. Tra i Nemici assoluti del #popolo bue e vile, al primo posto ci sono i Massoni Infami. Una organizzazione che andrebbe sradicata completamente e messa al bando. In perfetta sintonia con i #Politicantes, essi si adoperano, in ogni modo, per vanificare ogni merito e professionalità. Costringendo, milioni di giovani italiani, a prendere la strada dell'esilio.
L'Uomo della Provvidenza, nel nostro caso, è rappresentato falla figura mitica di Max Robespierre.
 Maximilien-François-Marie-Isidore de Robespierre detto l'Incorruttibile (Arras, 6 maggio 1758  Parigi, 28 luglio 1794) è stato un politico, avvocato e rivoluzionario francese, protagonista di spicco della Rivoluzione Francese e del Regime del Terrore.
Gli storici e i contemporanei si sono divisi tra chi lo considerava un demagogo e un dittatore che causò le numerose esecuzioni di coloro che erano considerati nemici della Rivoluzione,[3] e chi lo ritiene un #idealista, cresciuto nelle idee dell’Illuminismo, in particolare quelle di Jean-Jacques #Rousseau, devoto alla causa rivoluzionaria della Repubblica fino al sacrificio della stessa vita.[4]
In quest’ottica, le leggi speciali del Terrore, tra l’altro non proposte da lui, ma volute dall’intero Comitato di Salute Pubblica, vengono viste come una misura necessaria a causa della guerra civile ed esterna a cui era sottoposta la Francia, rimproverando invece gli eccessi ai suoi più accesi seguaci e rivali, più che a Robespierre in persona, e collocando la sua politica all’interno di un’emergenza rivoluzionaria che richiedeva anche atti estremi per salvare la nuova Repubblica e la sua fragilissima democrazia.[5].
Questa visione più positiva, rispetto a quella degli storici anti-rivoluzionari, che lo vede come custode della Repubblica contro gli intrighi dei monarchici, nonché un sincero protettore dei poveri, è stata messa in luce e divulgata in maniera organica da Albert Mathiez nei primi decenni del XX secolo, che ha negato il paragone con Oliver Cromwell, il dittatore inglese anti-monarchico del XVII secolo: lo storico francese indica invece in Robespierre uno dei padri della democrazia rappresentativa a suffragio universale, con intenti più sociali rispetto alla democrazia liberale di stampo statunitense.[4]
G.R.


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